Maison "Le Paradis de Padre Pio"

 

Maison

 

Per lungo tempo regimi, oggi scomparsi, hanno posto a dura prova gli Africani indebolendo la loro capacità di reazione. I figli dell’Africa hanno bisogno di comprensione e di valorizzazione personale; occorre aiutarli a raccogliere le proprie energie, per porle al servizio del bene comune.

Quest’Africa, umiliata e ferita, è ricca di valori umani fondamentali: spirito di comunità, solidarietà, resistenza, voglia di pace, desiderio di riscatto sociale, coraggio di ricominciare a sperare, preservati da secoli di cultura e tradizioni.

CIO’ CHE CI DISTINGUE

La cooperazione deve porre al centro le persone, essere attenta a rispettare i loro diritti fondamentali. In quest’ottica c’è uno scambio di ricchezze nutrito di ascolto e un arricchimento reciproco, oltre i pregiudizi. Un mondo migliore si costruisce attraverso autentiche relazioni, e il conoscere è varcare muri per apprezzare le differenze che si svelano.

Noi offriamo i mezzi e le competenze per aiutare a migliorare le loro condizioni di vita, ma non dobbiamo dimenticare che il vero sviluppo di un popolo si realizza pienamente solo se resta ancorato ai propri valori, alle proprie tradizioni, cosi come un albero che cresce vigoroso quanto più resta ancorato alle sue radici”.

Dietro alle scelte della cooperazione internazionale c’è la condivisione di risorse e competenze: si cammina insieme, senza imporre il proprio passo, visione e scelte. Per cooperare è fondamentale il rispetto dell’altro, della sua cultura, della sua vita; diventa indispensabile conoscere e capire la realtà in cui ci s’inserisce.

Per Cooperazione Internazionale s’intendono i rapporti di solidarietà internazionale, di promozione dei diritti umani, di aiuti umanitari che mirano a legare i Paesi con maggiori risorse economiche a popolazioni che vivono in uno stato di disagio o di emergenza. Questi rapporti si concretano nella progettazione comune di attività di sostegno e sviluppo che hanno l’obiettivo di rispondere alle esigenze di tali popolazioni favorendone il benessere sociale e la crescita materiale nel medio e lungo periodo tramite iniziative di scolarizzazione, formazione professionale, la costruzione d’infrastrutture, il sostegno per lo sviluppo delle risorse naturali e l’assistenza sanitaria.

La Cooperazione Internazionale ha lo scopo di creare legami di collaborazione, solidarietà e amicizia con città di tutto il mondo, estendendo iniziative di gemellaggio o altre forme di relazioni permanenti. Promuove e favorisce iniziative d’impegno per debellare la fame, le malattie e il sottosviluppo nel mondo.

INTRODUZIONE AL PROBLEMA

L’articolo 24 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza stabilisce che tutti i bambini hanno il diritto di godere del miglior stato di salute possibile. L’HIV/AIDS non solo nega questo diritto, ma minaccia direttamente anche i quattro principi fondamentali della Convenzione.

  • Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo: l’AIDS è una malattia mortale che chiaramente minaccia il diritto alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino;
  • Non discriminazione: a causa dell’ignoranza, della paura e dei pregiudizi ai bambini sieropositivi, o i cui genitori sono affetti da HIV/AIDS, è negato il diritto all’istruzione, l’accesso ai servizi sanitari e sociali e sono emarginati dalla comunità di appartenenza. In molte società, la discriminazione di genere rende le ragazze più vulnerabili dei loro coetanei maschi al rischio di contrarre l’HIV. Spesso le ragazze hanno meno possibilità di accesso all’istruzione e ciò gli impedisce di avere le informazioni necessarie alla prevenzione dell’HIV/AIDS. Inoltre, il divario di genere per un insieme di fattori fisici, sociali e culturali sottrae alle donne il controllo sulla propria sessualità rendendole più vulnerabili nei confronti del contagio.
  • Superiore interesse del bambino/a: in molti paesi i servizi concernenti l’HIV/AIDS sono stati pensati per gli adulti, quindi risultano difficilmente accessibili ai più giovani. Per esempio molte strutture non forniscono informazioni adeguate ai giovani e non hanno personale in grado di dialogare con loro. Questo fa si che molti giovani preferiscano non rivolgersi ai centri e non riescano quindi ad avere informazioni necessarie alla prevenzione dell’HIV/AIDS.
  • Partecipazione: il “bambino” ha il diritto di contribuire ad alzare il livello di attenzione sul problema dell’HIV/AIDS, di parlare dell’impatto che l’HIV/AIDS ha avuto sulla sua vita e di partecipare alla stesura di politiche e programmi per la lotta all’HIV/AIDS.


INFORMAZIONI CHIAVE

Si stima che nel mondo approssimativamente 2,5 milioni di bambini sotto i 15 anni di età siano sieropositivi. Nel corso del 2009 sono stati circa 370.000 i nuovi contagi da HIV e 260.000 le morti per cause riconducibili all’AIDS tra i bambini sotto i 15 anni di età. La maggior parte di loro contrae il virus dell’HIV durante la gravidanza, al momento del parto o tramite l’allattamento al seno.

Circa il 90% dei bambini sieropositivi vive in Africa subsahariana, la regione maggiormente colpita dalla pandemia dell’AIDS.

L’eliminazione virtuale della trasmissione da madre a figlio dell’HIV richiede che tutti coloro che ne hanno bisogno abbiano accesso a farmaci antiretrovirali più efficaci. Le barriere alle cure possono essere di natura economica, sociale e culturale; rompere barriere quali il costo elevato delle cure antenatali, le lunghe attese, la mancanza di mezzi di trasporto per raggiungere i centri di cura per chi vive nelle aree rurali, lo stigma e la discriminazione nei confronti delle persone sieropositive è di vitale importanza.

Trattamenti e cure pediatriche per l’HIV

Secondo le ultime stime ogni giorno più di 1.000 bambini nascono con l’HIV. In molti paesi la diagnosi nella prima infanzia è cresciuta in maniera rilevante, mentre la copertura di antiretrovirali rimane ancora troppo bassa in molti paesi a basso e medio reddito (attorno al 6%).

L'OMS ha pubblicato anche nuove linee guida per il trattamento con farmaci antiretrovirali di neonati e bambini, aprendo a molti più bimbi sieropositivi l'accesso tempestivo alle cure.  Senza le cure circa la metà dei bambini sieropositivi muore prima del secondo anno di età. Per questo si è resa urgente una campagna globale per la diagnosi tempestiva tra i neonati. La disponibilità dei servizi per la diagnosi tempestiva è cresciuta significativamente in molti Stati, mentre a livello globale rimane ancora bassa (circa il 6% nel 2009).

Prevenire il contagio tra gli adolescenti e i giovani

Anche se il numero dei contagi da HIV sta diminuendo o rimanendo stabile in molte parti del mondo, la conoscenza su come evitare il contagio rimane ancora molto bassa. Nel 2009, 5 milioni di giovani di età compresa 15-24 anni erano sieropositivi.

Questa diminuzione è legata a comportamenti e pratiche più sicure. Se un numero maggiore di persone sapesse come proteggersi, si potrebbero salvare molte più vite. I dati disaggregati per sesso, età e regione evidenziano grandi differenze nell’epidemia sia nella intensità sia nelle cause della vulnerabilità.

Le giovani donne ancora portano sulle proprie spalle il peso maggiore dei contagi e in molti paesi le femmine corrono il rischio di contagio più alto prima dei 25 anni. A livello mondiale oltre il 60% di tutti i giovani sieropositivi sono donne. In Africa sub/sahariana tale percentuale raggiunge addirittura il 72%.  Molte giovani donne sono particolarmente vulnerabili all’HIV a causa della situazione di dipendenza sociale, culturale ed economica. Questo inibisce la loro predisposizione a cercare sostegno nei propri partner, nelle altre coetanee e nella comunità per essere sostenute nelle scelte relative alla prevenzione dell’HIV.  Dove i livelli dell’epidemia sono bassi o concentrati, i giovani coinvolti nel mercato del sesso, gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini e chi utilizza droghe iniettabili, incontrano molteplici barriere strutturali e sociali nell’accesso ai servizi. In tutte le regioni, la discriminazione e la violenza di genere sono barriere significative nell’accesso ai servizi e hanno un impatto negativo sull’abilità individuale di esercitare le scelte per la propria protezione.

Protezione, cure e sostegno per i bambini colpiti da HIV e AIDS

Far fronte ai bisogni delle famiglie più marginalizzate e colpite dall’HIV contribuirebbe a risultati più equi nel campo della salute e dello sviluppo. Ridurre le ineguaglianze che guidano l’epidemia, tra cui le differenze di genere e i livelli di povertà, aiuterebbe a superare le barriere per l’accesso ai farmaci.
La povertà è un fattore chiave che ha un impatto negativo sul benessere dei bambini. L’attuale crisi economica, se prolungata, con molte probabilità peggiorerà i risultanti raggiunti nonostante l’impegno compiuto per mitigare l’impatto dell’epidemia dell’AIDS. Si stima che, negli anni addietro, erano circa 17.5 milioni i bambini che avevano perso uno o entrambi i genitori a causa dell’AIDS di cui 14.1 milioni nella sola Africa sub-sahariana. L’esperienza rivela che poche famiglie tra quelle che si prendevano cura degli orfani e dei bambini vulnerabili ricevevano un sostegno di base dall’esterno: una media del 12 %. Pertanto, aumentare il sostegno a bambini colpiti dall’AIDS rimane una priorità  urgente.

Una protezione sociale che tenga conto dei bambini affetti da AIDS, può sostenere le famiglie povere incapaci di fare fronte al crescente numero di bambini vulnerabili a causa dell’HIV e AIDS.
Una protezione sociale integrata può ridurre il rischio di povertà cronica che spesso rende orfani i bambini, può prevenire forme pericolose di lavoro minorile e altre forme di abuso e può favorire un maggiore accesso alla sanità e all’istruzione. L'UNAIDS, il Programma delle Nazioni Unite contro l'HIV/AIDS, parla di 2 milioni di nuovi infetti nel 2014 e 1,2 milioni di decessi per Aids sempre nello stesso anno.

CONTESTO IN CUI SI OPERA

In Costa d'Avorio un abitante su 10 è affetto da HIV/AIDS.

La Costa d'Avorio ha ''un milione di sieropositivi'' su una popolazione di 15 milioni di persone, secondo quanto ha dichiarato il ministro  della salute MME RAYMONDE GOUDOU COFFIE, molti di loro sono bambini. ''La Costa d'Avorio conta, inoltre, 600.000 bambini orfani (a causa dell'AIDS)'', ha aggiunto il ministro all'apertura, ad Abidjan, in un seminario sul Piano di azione per la lotta contro l'Aids. ''Nonostante gli sforzi incessanti del governo, i medicinali restano fuori dalla portata dell'ivoriano medio, ha lamentato la signora COFFIE. La Costa d’Avorio detiene il triste primato dell’esercizio della prostituzione minorile e del più alto tasso di malati da HIV/AIDS dell’Africa occidentale. Le ultime crisi politico-istituzionali hanno accentuato ulteriormente le condizioni di vita già precarie della popolazione, che si trova privata dei servizi di base, ma anche dei diritti fondamentali. La povertà è il principale motivo che spinge molte bambine alla schiavitù sessuale.  Un’altra piaga che contribuisce notevolmente all’aumento dei malati di HIV e la promiscuità sessuale che, per lo più, è praticata senza alcuna precauzione divenendo, così, fonte di propagazione del virus.

La maggior parte degli ivoriani non sa di essere siero positivo e, di conseguenza, nel dare alla luce i figli non si sottopongono alle ormai consolidate terapie di antiretrovirali dei nuovi nascituri aumentato, così, a dismisura il numero di bambini affetti da AIDS.

IL PROBLEMA

Da recenti indagini effettuate sul territorio dalla nostra equipe “Sociale” e in collaborazione con il Ministero degli Affari Sociali, nel Paese, non esistono strutture adeguate ad accogliere i bambini affetti da HIV. Pertanto, è consequenziale il loro vivere in un totale stato di abbandono e lontano dalle famiglie di origine, nella maggior parte dei casi entrambi i genitori sono deceduti e sono i fratelli più grandi a occuparsi dei più piccoli. Questo comporta un aumento della mortalità infantile e il rischio di contagio per molti altri bambini.

CHI AIUTIAMO

I beneficiari saranno 30 bambini sieropositivi o malati di AIDS, nuclei familiari e giovani.

COME AGIAMO

Il progetto prevede l’accoglienza e cura di bambini affetti da HIV rimasti orfani o nell’impossibilità di essere seguiti dalla famiglia, quindi anche la prevenzione contro l’HIV/AIDS e la malnutrizione infantile attraverso il potenziamento delle reti sanitarie e istituzionali. 

Offriremo una costante assistenza psicologica, alimentare e sanitaria, che si accompagna ai farmaci antiretrovirali, un protocollo d’intesa stipulato con l’Ospedale Don Orione, di Bonoua, fornirà gratuitamente i farmaci per alleviare gli effetti collaterali della malattia per consentire, tra l’altro, ai bambini di andare a scuola e vivere una vita dignitosa.

 

COSA CHIEDIAMO

Un sostegno economico costante da parte di donatori, per continuare a curare i bambini occorrono: fondi per l’acquisto delle terapie, per la somministrazione dei farmaci, per la continuità dei trattamenti e per ospitarli nella nostra struttura. Possiamo segnalare le necessità, consigliare le più opportune strategie d’intervento, garantire l’efficacia con un migliore e corretto utilizzo delle risorse, ma se vogliamo creare le condizioni per consentire a tutti l’accesso ai diritti fondamentali dell’uomo, è indispensabile migliorare la loro situazione di vita; abbiamo perciò bisogno della solidarietà del singolo e della cooperazione internazionale.

COSA SI INTENDE REALIZZARE

  • Costruire una casa famiglia, con non poche difficoltà, che abbia le strutture adeguate per l’assistenza a bimbi HIV positivi;
  • Creare un luogo che rappresenti per i bambini orfani affetti da HIV una vera e propria casa, dove possano trovare affetto e cure mediche;
  • Creare un ambiente colorato e allegro, dove poter far vivere i piccoli ospiti in un ambiente dignitoso;
  • Offrire ai bambini che, se pur destinati a non sopravvivere, hanno il diritto di vivere fino alla fine in un ambiente rispettoso del loro stato.
  • Ospitare un numero minimo di 30 bambini a convitto permanente dalla nascita fino ai 3 anni di età;
  • Poter fornire adeguate risposte a diversificate esigenze.

L’ATTENZIONE DEDICATA ALLA FASE INIZIALE:

  • Alla valutazione del contesto sociale;
  • Alla verifica delle risorse umane ed economiche;
  • All’individuazione degli obiettivi a breve e lungo termine;
  • Alla sostenibilità futura.

 

QUALI GLI OBIETTIVI GENERALI:

  • Assistenza e cura a bambini con infezione da HIV;
  • Recupero familiari e formazione all’assistenza per il reinserimento nel nucleo famigliare;
  • Recupero e formazione all’assistenza per eventuali famiglie affidatarie di bambini sieropositivi sul territorio ivoriano;
  •    Migliorare l’assistenza sanitaria e le cure ai bambini colpiti dall’HIV, riducendone la mortalità;
  •    Formazione continua di operatori sanitari sul management dell’infezione da HIV nei bambini e negli adulti.

QUALI GLI OBIETTIVI RAGGIUNGIBILI:

  • Riduzione della mortalità e morbilità da polmonite;
  • Riduzione delle infezioni batteriche associate all’HIV/AIDS;
  • Miglioramento dello stato nutrizionale dei bambini HIV positivi;
  • Miglioramento delle condizioni di vita dei bambini monitorati che hanno cominciato la terapia
  • antiretrovirale;
  •   Corsi di formazione per gli operatori sanitari locali sul management dell’infezione da HIV.

 

NEL DETTAGLIO:

La nostra Associazione ha acquistato un terreno di mq 4.200 nel distretto di Bonoua (60 km di distanza da Abidjan) di cui mq. 1000/1200 riservati a costruzione. A Gennaio 2016 è cominciata la recinzione della superficie.

Scarica la Planimetria dei Terreni cliccando sull'icona PDF:

 

La Casa Famiglia sarà composta di:

  • 1 Refettorio;
  • 1 Cucina;
  • 1 Dispensa;
  • 1 Salone;
  • 1 Sala da Pranzo;
  • 1 Studio medico;
  • 1 Infermeria con mini farmacia interna;
  • 1 Laboratorio Analisi
  • 1 Aphatam Esterno;
  • 1 Spazio Giochi Esterno;
  • 1 Asilo Interno;
  • 10 Camere con quattro posti letto, con bagno privato fornito di acqua corrente;
  • 1 Sala incontri per formazione famiglie;
  • 1 Consultorio familiare per sostegno e prevenzione alle famiglie con bambini malati di AIDS;
  • 1 Garage per auto di servizio.

 

 

Maison "Le Paradis de Padre Pio"

Posa della Prima Pietra [VIDEO]

 

 

 

Maison "Le Paradis de Padre Pio"

 

Posa della Prima Pietra [FOTO]

 

PERCHE’ L’AFRICA

Perché è il paese più colpito dall’infezione HIV, dove l’accesso alle cure è più difficile, è il paese in cui operiamo e la competenza e l’esperienza sul territorio sicuramente avvantaggiano i nostri interventi.

La conferma di essere sulla strada giusta si avrà osservando i volti, gli sguardi, i sorrisi dei bambini che negli anni potranno guardare con speranza e con fiducia al futuro della loro vita. Con l’augurio che quanto sarà fatto sia un seme capace di germogliare e possa portare frutti di condivisione e di reciproco aiuto non solo tra di noi ma tra il continente africano e quello europeo.

 

COSTO DEL PROGETTO € 450.000,00 (QUATTROCENTOCINQUANTAMILA/00)

 

LA NOSTRA ASSOCIAZIONE “UNA VOCE PER PADRE PIO” ONLUS

Breve presentazione

L’Associazione “Una Voce per Padre Pio” ONLUS svolge la propria opera a favore delle persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari, dei portatori di handicap, degli anziani e dei malati in stato d’indigenza.

L’Associazione favorisce la solidarietà sociale con iniziative locali, scambi con altri Paesi in favore delle popolazioni del Terzo Mondo, di tutte le persone bisognose di sostegno fisico e morale.

Sostiene, inoltre, i missionari nella loro opera, offrendogli supporto scientifico, economico e sociale.

L’Associazione progetta opere d’intervento presso i Paesi del Terzo Mondo mediante le adozioni e sostegno a distanza e crea progetti e grandi eventi finalizzati alla raccolta fondi da utilizzare per il sostegno delle missioni in opera e quelle prefissate.

L’Associazione è quel soggetto che, a volte, per primo evidenzia la necessità di un intervento e si fa portavoce dei bisogni del partner locale e dei beneficiari, rappresentando così quell’anello di congiunzione tra problemi e risposte concrete.

L’Associazione è responsabile dei progetti e svolge attività di coordinamento tra gli attori coinvolti.

Il Sig. Vincenzo Palumbo, nella sua veste di legale rappresentante dell’Associazione, insieme al direttivo decide quali progetti seguire e le principali azioni da mettere in atto. Di fatto è la figura più coinvolta e più impegnata nei progetti di Cooperazione Internazionale, poiché è lui che svolge compiti di coordinamento e amministrativo, gestisce le risorse umane e mantiene costanti rapporti con i partner locali, aggiornando periodicamente i membri del Direttivo.

Presso l’Associazione si conservano tutte le cartelle che contengono tutta la documentazione, dal progetto iniziale alla relazione finale, dalla copia delle distinte dei bonifici agli estratti conto bancari alle fatture, oltre a una semplice scheda che sintetizza gli aspetti progettuali e quelli economici e finanziari.

 

L’associazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale.

  • Sede Legale ed operativa: C.so Bruno Buozzi 40, 80147 Napoli - C.F. 09955321006 – Tel. 081-19518537
  • Sede Operativa: Via Cipro, 12 – 00136 Roma – Tel/Fax 06 64520615
  • Sede Operativa: C.so Vittorio Emanuele n. 24 - 71038 Pietramontecorvino (FG)
  • Sede Estera: BP 21 Bonoua Costa d’Avorio – Tel 00225 21310190 - Fax 00225-21310233

Email Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Website Website: www.unavoceperpadrepio.com
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